Elisabetta de Mircovich


è nata a Trieste nel 1966. Prima ancora di imparare a leggere e a scrivere, sotto la non molto amorevole guida della sorella Ella (già co-fondatrice e membro della Reverdie), intonava con essa discanti e carole, formandosi un discreto bagaglio di repertorio, secondo un metodo di apprendimento che non doveva scostarsi molto da quello dei poveri pueri cantores delle Scholae medioevali.
Con diversi gruppi di musica medioevale e rinascimentale ha iniziato prestissimo l’attività concertistica come cantante e suonatrice di strumenti ad arco, flauti e strumenti ad ancia.
Nella sua città ha svolto gli studi classici e musicali.

Nel 1989 si è diplomata in violoncello con lode presso il Conservatorio di Trieste sotto la guida del M° Libero Lana, perfezionandosi in seguito con il M° Mario Brunello. Premiata in diversi concorsi per giovani interpreti, ha svolto attività concertistica con il violoncello moderno e barocco in varie formazioni cameristiche, e a volte ne svolge tuttora.

Ha studiato canto e vocalità antica con Andrea von Ramm, Hans Ludwig Hirsch e Elisabetta Tandura.

Si è esibita, per quanto riguarda il repertorio barocco, sotto la direzione del M° Alan Curtis, ("Il ritorno di Ulisse in Patria" di Claudio Monteverdi al Semper Oper di Dresda, 1993), e ha collaborato con ensemble quali I Sonatori de la Gioiosa Marca, cantando ne "La morte del cor penitente" di Giovanni Legrenzi in concerti, registrazioni radiofoniche e discografiche.
In qualità di cantante solista collabora con Accordone e con questo gruppo ha inciso recentemente per l’etichetta Cypresse un Cd di musiche composte da Guido Morini.

Nell’ambito dello studio del repertorio medioevale, un itinerario così ricco di scoperte musicali ma non solo, è stato di fondamentale arricchimento l’incontro con l’Ensemble Sequentia di Colonia, con cui ha collaborato in due registrazioni discografiche.

All’interno della Reverdie svolge le mansioni di viellista, autista, arrangiatrice, cantante fumatrice, moderatrice in eventuali sanguinose discussioni che pure avvengono in un gruppo che si ama svisceratamente. Per saper rispondere alla ricorrente domanda dei giornalisti: "Ma lei si sente attuale anche facendo questo mestiere?", o forse per insaziabilità musicale, non ha dimenticato e continua ad amare di nascosto il repertorio classico e romantico, insegna vocalità, musica d’insieme e violoncello ed è membro di una rock-band nostalgico/sperimentale.

last updated: 2.11.2011