Quattrocento anni dopo la prima pubblicazione del Don Chisciotte (1605), laReverdie propone uno spettacolo in cui immagini sceniche, testi e musica si fondono a evocare l'universo onirico-cavalleresco di don Chisciotte, eroe che vede la luce nel XVII secolo, ma che vive evocando il passato, in un medioevo idealizzato.
Il sogno dell'hidalgo, immerso nella lettura dei romanzi e delle chanson de geste medievali, si snoda lungo tre tappe evocative:
    - l'amor cortese
    - la vocazione alle armi
    - la cerca avventurosa dell'ideale
Sullo sfondo di questi tre metaforici scenari (e sulle note di chanson, mottetti, pastourele, carole e estampie) si staglia l'ombra del più grande sogno di don Chisciotte e di quel medioevo di cui egli è in realtà l'ultimo sopravvissuto: la cavalleria.
Il testo, la cui lettura da parte del nostro Don Chisciotte suggerirà i tre sogni, è Amadigi di Bernardo Tasso (1538), poema in ottave che ha ripreso, in una versione italiana, il famosissimo Amadigi di Gaula (1508) di Ordóñez de Montalvo, un romanzo cavalleresco di origini molto antiche, legato al ciclo bretone, i cui personaggi sono tra gli eroi preferiti dal personaggio di Cervantes.
“Il sogno di Don Chisciotte†in un’operazione musicale, letteraria, teatrale, unisce così quattro secoli di storia; il Medioevo incontra il Barocco attraverso il poema cinquecentesco in un rincorrersi e riallacciarsi di motivi sempre profondamente sentiti dall’animo umano, dalle Crociate ai giorni nostri. Don Chisciotte vive con i fantasmi degli eroi medioevali, la cui musica riporta in vita i suoi sogni. Un concerto da ascoltare e da guardare, uno spettacolo dove gli strumenti raccontano, le voci si accendono, le parole si vedono, i sogni risuonano.